On the road: da Alghero verso il sud Sardegna

capocaccia

11/08

La nostra settimana di campeggi, mare e natura in giro per l’Isola inizia l’11 agosto, dopo qualche giorno passato a casa, ad Alghero.
Anche il tragitto in macchina è parte del viaggio e ci sono delle pause sulla SS131 (direzione Cagliari) che ci piace sempre fare: il Q8 di Giave – pausa caffè con personale ipersorridente – e il bar/ristorante da Egisto a Pabillonis – pausa pizzetta, uno snack che si trova solo nella zona sud della Sardegna, una pizzetta 1€ ma ce n’era solo una (che ovviamente ho preso io 🙂 ) mentre Andrea si è beccato un paninazzo, ma di quelli buoni e non da Autogrill, con pane dal panificio e salumi veri. Prima o poi proveremo anche il ristorante…
Nel frattempo scatta l’idea imprenditoriale: un chioschetto-camper itinerante che fa il giro delle spiagge vendendo pizzette? 

Dopo ore di traversata diurna, con il sole ma anche con un bel venticello che ci ha accompagnato durante tutta la settimana (la cosa che più amo della Sardegna: raramente muori di caldo, cosa che a Genova invece soffro terribilmente; il vento, grande benedizione di quest’isola), arriviamo a Sant’Antioco. Il nostro vero obiettivo era passare la giornata al mare a Carloforte il giorno successivo, così abbiamo passato un paio d’ore in spiaggia, a Coaquaddus – spiaggia con mare chiarissimo, mediamente frequentata, ma troppo maestrale e quindi andiamo via un po’ impanati.

Inizia la ricerca del primo campeggio e da qui la mia triste scoperta: i camping nella zona sud sono carissimi!!! Il camping Tonnara ci chiede 50 euro per piazzare una tenda da 2: cioè 50 euro per dormire per terra? Anche no.  
Finiamo quindi al Camping Le Saline, di Calasetta: ce ne chiedono 38 + docce con gettone da 1€ (cosa che odio: le docce devono essere incluseeeee!), ma poi scopriremo che si tratta di un campeggio tristemente fantasma. La notte non c’è un guardiano alla sbarra quindi chiunque può entrare e fare quel che vuole; le docce calde a pagamento in realtà sono fredde, le docce non a pagamento (quindi fredde pure quelle) sono all’aperto, quindi se le vuoi usare devi metterti il costume. Tutto condito da una buona parte di campeggiatori trogloditi (ma di quello il campeggio non ha colpa, anche se credo per la mia esperienza che per gli avventori di un posto ci sia una specie di auto-selezione naturale) e da una festa non molto distante con musica a palla fino alle 4 del mattino (e anche per quello posso dare colpa solo alla scarsa tolleranza tipica dell’invecchiamento). Due notti in questo posto, vabe’ ci rifaremo…

Nel frattempo ceniamo la prima sera nel ristorante Ca’ Taborka, sempre a Calasetta. Niente di stravolgente, in realtà a Calasetta non mi pare ci sia nessun posto veramente meritevole, ma ho cercato solo nella via del centro. Comunque, primo con tonno e pesto senza infamia e senza lode + ravioli dolci ripieni di ricotta e guarniti con miele (molto buoni, mi ricordano quelli che faceva mia nonna che pero’ li guarniva con lo zucchero).

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