On the road: Barisardo mon amour

barisardo

16/08

Smontiamo a malincuore la tenda e ci avviamo alla spiaggia che si trova a pochi passi dal campeggio: un arenile lunghissimo che parte dalla torre di Barì; mare cristallino che diventa subito profondo (come piace ad Andre), sabbia grossa che si infila meno nel costume, poca gente e tanto vento.
Il mio consiglio è: andateci la la mattina entro le 10, dopo la colazione in campeggio, per vedere il mare ancora calmo, poi  quando all’ora di pranzo si alza il vento è come cambiare spiaggia.

Quindi da mezzogiorno in poi  ci divertiamo a prendere le onde in faccia, con pausa pranzo al Chiringito, un bar di legno sulla spiaggia, esteticamente azzeccato, dove si possono mangiare grigliate di carne o di pesce (non abbiamo provato quindi non saprei come recensirle, ma i ragazzi sono molto gentili, darei una chance sulla fiducia!).

Nel pomeriggio ventilato e magnifico prendiamo baracca e burattini e dall’amatissima Bari Sardo riprendiamo l’Orientale Sarda direzione Orosei e dintorni.

Pregustiamo già un paio di tappe d’obbligo e dopo circa mezz’ora  di curve, immersi in una natura e una luce da incanto, ci troviamo dal mare alla montagna, al Bar Belvedere di Baunei, vista mozzafiato e soprattutto panini sardissimi! Ci lasciamo affascinare dal panino “Supramonte”: salame, pecorino e – come se non bastasse – crema di pecorino. Non proprio ideale per un pomeriggio agostano (io non riesco a finirlo tanto è grande), ma è buonissimo. Gentilezza e ospitalità fanno da ciliegina sulla torta.

Riprendiamo la strada e dopo un po’ di strada Andrea, non contento, vuole fare pausa anche a Dorgali, nel Bar/Pasticceria Gurosai, che tra l’altro serve anche le seadas fatte sul momento, sia di ricotta sia di formaggio; conosciamo già il posto e proprio per questo andiamo sul sicuro con questa sosta dolce.

Verso sera arriviamo a Orosei e proprio sulla strada del campeggio, mentre cerchiamo di capire dove si trova l’ingresso, nella pineta a due passi dal mare – zona Cala Ginepro – succede una di quelle cose di serendipità (alias: culo), per cui di colpo riconosco un tizio che cammina per strada: Giancarlo, di Oliena, mio compagno di università a Parma, che peraltro non è neanche a casa sua ma a casa dello zio, a circa 50 metri dal punto in cui lo incontro. Manco a dirlo, ci invita a passare la notte a casa loro (lui, la compagna e i due figli), prendiamo una pizza, dopo 6 giorni dormiamo di nuovo sul morbido ma soprattutto la casa si trova a 20 metri dalla spiaggia e la vista al risveglio ha pochi eguali.

17/08 

Come ultimo giorno di mare, prima di rientrare ad Alghero, voglio provare un posto che pochi conoscono, quindi faccio un test con Giancarlo e con un altro ragazzo della zona: nessuno sa di cosa sto parlando. Dopo colazione ci troviamo quindi nella spiaggia di Cannazzellu (dopo aver parcheggiato a Berchida, 1 km circa a piedi), posto incantevole ma soprattutto deserto: saremo stati in 10 tutto il giorno, una fantastica pineta e i monti dietro le spalle. Il relax più totale.

Rientriamo ad Alghero in serata, ma la vita da campeggio ci manca già: fortunatamente anche nei nostri dintorni abbiamo dei posti meravigliosi e pochi giorni dopo passiamo una splendida giornata all’Argentiera… ma questa è un’altra storia!

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