Lisbona mi fai girar la testa

Sono andata a Lisbona a novembre, con la scusa del Web Summit. Volevo vedere in cosa consisteva questo ambaradàn di evento sull’innovazione e quelle cose lì di cui da tre anni in qualche modo mi occupo, così anche se ormai sono un pò in fase rigetto verso tutto questo mondo abbastanza avvolto nella fuffa e soprattutto anche se sono in odor di chiusura di startup,  ho detto: o ora o mai più. E poi c’erano i biglietti scontati. E poi il mio amico Rocco viene con me, prima a trovarmi a Genova e poi partiamo insieme per il Portogallo.
E poi, appunto, il Portogallo: un viaggio fatto nel 2001, quando ancora davvero era un viaggio che non costava nulla (a parte il biglietto Alitalia… ancora il low cost era agli albori), era appena arrivato l’euro ed io e Valentina, mia compagna di università nonché coinquilina a Parma, abbiamo viaggiato per dieci giorni da Lisbona a Porto, con varie tappe intermedie fatte in treno:  Lisbona, Sintra, Coimbra, Obidos, Nazaré, Porto.
Quindi, volevo vederla meglio questa Lisbona che mi era rimasta nel cuore, dopo tanti anni.
E prima di raccontarla, piazzo qui una galleria immagini introduttiva per rendere l’idea.

Solo che mi trovo nel solito inghippo, cioè quello di aver aspettato troppo per scrivere, quindi ora, due mesi dopo, non è facilissimo ricostruire l’entusiasmo di quei giorni, soprattutto considerato il grigiore del clima odierno.
Invece a Lisbona, per quanto fosse novembre, abbiamo trovato 6 giorni di sole pieno senza neanche il barlume di una nuvola; un pomeriggio sono pure uscita in infradito e mi sono sentita la donna più felice del pianeta, io e i miei micropiedi in libertà.
Liquidiamo subito il discorso Web Summit: riassumerei la questione con un onnicomprensivo “troppo!“. Troppa gente, troppe conferenze, troppo hi-tech. Uno di quegli eventi giganti che se non vai lì con un obiettivo preciso ti perdi; e io di obiettivi precisi al momento sono carente.
Quindi di mattina andavo nella zona fiera di Lisbona (anche quella merita di essere vista), seguivo le cose che mi sembravano più interessanti e il pomeriggio era tutto dedito alla visita della città, con il mio assodato compagno di viaggi Rocco.
Io avevo preso mesi prima una stanza super baratta nel quartiere dell’Alfama, che poi si è rivelata una stanza minuscola di quella che in Italia chiameremmo una Pensione, mentre in Portogallo si chiama “Casa de hospedes“; Rocco, essendosi unito dopo al viaggio, ha cercato qualcosa di vicino ma lui è più chic di me quindi ha preso un intero appartamento a 100 metri da me. Mi sentivo quasi in una puntata di Friends, tutti i giorni a chiamarlo da fuori “Roccooooo – Roooooccoooo” perché nel suo appartamento non c’era il campanello. La cosa che più ho amato della via in cui vivevamo (io in Rua do Paraiso, lui in Rua dos Remedios) Alfama.pngè la Pastelaria Alfacinha, che è proprio come nel video: uno di quei posti immutabili, dove vanno i vecchietti di Lisbona ma anche i turisti, dove ti ingozzi di dolci e panini al burro e non spendi neanche 5 euro, ma già se spendi 4 euro hai preso di tutto come facevo io, che ingorda e affamata, ogni mattina ordinavo un caffè con un dolce e poi una spremuta con un panino (la cosa del panino al burro, che ogni tanto completavo con il prosciutto, l’ho vista da una signora del posto e ho pensato bene di imitarla). Comunque a Lisbona, il prezzo medio di un caffè si aggira sui 60/70 centesimi.

Per il resto anziché fare il solito post con consigli su dove mangiare o dove comprare, mi appunto una lista di cose che mi piacciono di Lisbona:
– è fatiscente e colorata
– ha un porto e dei vicoli
– ci sono i pastel de nata e le sardine buone
– ci sono le terrazze e gli azuleojs
– due volte su due, in autunno, ho trovato un clima meraviglioso (chiamala pure fortuna) e un cielo blu come descriverlo sarebbe impossibile, lascio fare alle foto
– la gente è un po’ burbera tipo Genova, ma una versione più gentile. I burberi, alla fine, non mi dispiacciono
– c’è un percorso affascinante che ho fatto a piedi attraversando un bel pezzo di città dall’Alfama alla LX Factory passando per le stradine interne in mezzo ai palazzi coloniali, dove si alternano botteghe antiche e negozi hipster (eh sì, devo dire che Lisbona era più autentica 15 anni fa, ma ormai questo sembra il destino delle capitali europee).

Invece il fado no, proprio no.

Un commento

  1. Un paio di anni fa abbiamo trascorso le vacanze in Portogallo
    Ci siamo innamorati di Lisbona. Così a Settembre mia figlia e mia nipote hanno preso la nonna e l’hanno portata a Lisbona per il suo 82 esimo compleanno
    Si sono divertite tantissimo
    Mia mamma ha fatto amicizia con la Sangria!!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...